Un sogno grande 1000 litri: facciamolo avverare!!

Posted by on Ago 11, 2012 in I miei articoli, Portfolio | 0 comments

 In questo ultimo decennio l’acquariologia ha fatto passi da gigante nello sviluppo tecnologico. In commercio si possono trovare bellissimi acquari dotati di ogni dispositivo di filtrazione, illuminazione e manutenzione, veri e propri sistemi ingegnerizzati che gestiscono e controllano l’andamento della vasca. Aziende che producono acquari di grandi dimensioni sono però sempre di meno e, proprio perchè superaccessoriati, questi ultimi vengono offerti a prezzi esorbitanti (anche svariate migliaia di euro). Così che il sogno di molti acquariofili, un acquario da 1000 litri , rimane tale nella maggior parte dei casi.

foto: http://arcasommersa.wordpress.com/serata-ada-italy/

Vuoi perché il solo costo iniziale di una vasca di queste dimensioni è proibitivo per la maggior parte degli appassionati, vuoi soprattutto a causa del mantenimento e della gestione, a lungo andare oneroso in termini di tempo e consumi. Va da sé che effettuare un banale cambio parziale di acqua diventa ovviamente più costoso rispetto alla classica vasca da 250 litri, così come riscaldare e illuminare adeguatamente un volume simile di acqua diventa decisamente impegnativo per le tasche degli appassionati, i cui portafogli subiranno traumatici prelievi per saldare i conti con le aziende erogatrici di energia elettrica.
E’ sufficiente dare un’occhiata ai mercatini dell’usato sul web per trovarvi in vendita, soprattutto nel settore del marino, vasche, plafoniere e quanto altro necessario al mantenimento di grandi acquari : tutto messo generosamente a disposizione dagli acquariofili che, passato l’entusiasmo iniziale ,si trovano ad accusare fatica nella gestione della vasca e bollette di luce e acqua lievitate pesantemente e a dover fronteggiare il solito, pressante quesito : “ E ora, che faccio ?”.

Oltre al problema dei costi impegnativi dovuti all’ acquisto, start-up e mantenimento di un siffatto vascone, ci si ritrova anche a fronteggiare – “last but not least” – il grande problema dello spazio e del peso. Gli appartamenti moderni sono sempre più piccoli e così trovare una parete da dedicare all’acquario non è poi facile. Se poi l’appartamento non è posto al piano terra, la faccenda si complica, in virtù del peso elevato di una vasca di così generose dimensioni, non dimenticando che una vasca di 2 metri pesa dai 1000 ai 1500 Kg. Non è un caso se tutte le aziende del settore si sono rivolte ormai alla nano-acquariologia, proprio per i motivi che prima elencati : costi e spazio.
Proponendovi di realizzare un grande acquario vado quindi controtendenza, ma allo stesso tempo per aiutarvi a realizzare un vostro sogno, cercherò di proporre delle soluzioni che consentano di contenere un po’ i costi di mantenimento, trovando così un compromesso che possa farvi sorridere e non solo piangere al pensiero del vostro mega-acquario in funzione.
Innanzitutto vorrei spezzare una lancia a favore dei grandi acquari: è risaputo che in virtù dell’utilizzo di vasche con maggiore litraggio, gli ecosistemi ivi creati, raggiunta la stabilità dei valori dell’acqua, sono molto più facili da governare, in virtù di un certo “sconto” che il maggiore volume di acqua ci concede su eventuali errori e manchevolezze nella gestione, con effetti meno evidenti e meno immediati rispetto al piccolo acquario. Inoltre, la maggior parte dei pesci tropicali in natura vive in branchi numerosi ed è così che essi possono esprimere al meglio le loro caratteristiche comportamentali .

In vasche grandi è possibile ricreare (seppur numericamente contenuti) dei branchi di 2-3 specie diverse nello stesso habitat e godere così dello spettacolo offerto da animali che possono finalmente esprimersi nel comportamento in modo un po’ più vicino a quello che avrebbero liberi in natura. Di fatto un acquario di grandi dimensioni può diventare veramente semplice nella gestione, a patto di riuscire a fare in modo che in questo acquario si crei un equilibrio quanto più possibile vicino alla perfezione, data dal giusto rapporto tra volume dell’acqua- carico organico (pesci) -e piante. Uso il termine “più vicino alla perfezione” perché, come diceva un noto filosofo, la perfezione è perfettibile, a definire un continuo stimolo e sfida con noi stessi per raggiungere sempre il risultato migliore.
Proviamo ora a progettare un acquario di mille litri partendo dall’ inizio.

La vasca : prima di farsi fare dei preventivi per l’ acquisto della vasca pensate a dove vorreste metterla .Se pensate di metterla al piano terra potete posizionarla lungo una parete possibilmente in posizione poco luminosa , anche incassata nel muro, oppure potete sfruttare la lunghezza della vasca per dividere due ambienti di casa (esempio salotto e cucina ) . Visto il peso dell’acquario e il costo dei supporti per tale peso, l’ ideale sarebbe predisporre un sostegno in muratura. In ogni caso preferite dei supporti di alluminio e acciaio, non fidatevi di quelli in solo legno; non hanno una lunghissima durata nel tempo se vengono spesso a contatto con l’acqua… Se non avete la possibilità di mettere la vasca al piano terra è necessario controllare la tenuta del solaio, rivolgendovi ad un ingegnere o a un geometra, che a seguito di verifica del certificato di collaudo del palazzo e di un sopralluogo curato personalmente, sarà in grado di rilasciarvi un suo parere – si spera favorevole – in merito alla tenuta di carico del solaio. La vasca verrà posizionata sicuramente lungo una parete portante. Se vi trovate al limite di sicurezza di tenuta del solaio potete prendere in considerazione l’ idea di fare costruire la vasca in materiale acrilico al posto del vetro : mantenendo un’ ottima trasparenza e resistenza alle abrasioni si potrà ridurre di almeno due terzi il peso netto della vasca, non dimenticando però che il peso maggiore sarà dato dal’ acqua. Tanto per fare un esempio : una vasca di 2 metri in acrilico pesa – vuota – solo 75 chili, contro i 270 di una vasca in cristallo di pari dimensioni. Per la realizzazione di una vasca in vetro, invece, potete rivolgervi alle aziende del settore :ci sono acquari di 2 metri prodotte industrialmente e quanto ai produttori non rimane che l’imbarazzo della scelta : Akvastabil, Ferplast e poche altre, ma se volete ridurre il costo dell’acquario dovrete senz’altro rivolgervi ad una vetreria affidabile per la sua realizzazione.

 

 

Per quanto riguarda la filtrazione dell’ acqua ci sono diverse correnti di pensiero : filtri interni, filtri esterni, sump …ognuno con vantaggi e svantaggi più o meno significativi a seconda delle nostre necessità.
Filtro interno Vantaggi: Costo di realizzazione molto ridotto, facilità di manutenzione (es. sostituzione/lavaggio prefiltro, controllo immediato dello stato di intasamento dei materiali filtranti, nessuna dispersione di calore), sicurezza (nessuna possibilità di allagamento per rottura tubature), consumi molto ridotti, silenziosità garantita. Svantaggi: Anti esteticità, impossibilità di aumentare la capacità filtrante.
Filtro esterno Vantaggi: Impatto estetico ridotto, possibilità di affiancamento di uno o più filtri. Svantaggi: Costo di acquisto consistente, ridotta praticità per le operazioni di manutenzione, moderata dispersione di calore, possibilità di allagamento, consumi elevati, frequente intasamento delle tubature e dei materiali filtranti, possibile rumorosità della testata motore.
Sump (con o senza percolatore) Vantaggi: Costo di realizzazione moderato, estrema facilità di manutenzione (es. aspirazione fanghi senza sollevare i canolicchi), controllo immediato dei materiali filtranti, consumi ridotti, elevatissima capacità di ossigenazione e capacità filtrante sia meccanica che biologica, possibilità di progettazione ad hoc e di modulazione, recupero spazio in vasca con possibilità di collocazione in essa delle più svariate apparecchiature o materia (automazione cambi, sistemi di rabbocco automatico, riscaldamento anche a gas, controller, torba, carbone ecc. ecc.). Svantaggi: Rumorosità, dispersione di CO2, in caso di cattiva progettazione (delle dimensioni o se non previsti sistemi di scarico anti intasamento) può essere soggetta ad allagamenti.
Quale che sia la vostra preferenza, fate in modo che, seppur lentamente, in acquario ci sia sempre un lento movimento dell’ acqua anche in superficie : ciò per garantire una buona circolazione, un buon filtraggio biologico e meccanico, una sufficiente areazione e una uniforme distribuzione del calore.

 

 

 

Il riscaldamento dell’ acqua, soprattutto in inverno è uno dei fattori che incide di più sulla bolletta dell’ energia elettrica.
Riscaldare a 26-28 °C 1000 litri d’ acqua può essere piuttosto costoso utilizzando l’ energia elettrica. Per ridurre questo costo potete applicare i seguenti accorgimenti in fase di progettazione: 1) Optare sicuramente per una vasca con il coperchio e non aperta. 2) Se la vasca è incassata a parete o appoggiata ad un muro potete rivestire la parete con dei pannelli di polistirolo. 3) Utilizzando una sump per il filtraggio potete utilizzare una piccola caldaia indipendente che se verrà collocata all’interno dell’abitazione dovrà essere obbligatoriamente a combustione stagna. La caldaia fornirà quindi il calore necessario attraverso uno scambiatore a serpentina collocato in un apposito comparto del filtro. 4) Se siete ancora in fase di progettazione di casa e acquario, è possibile utilizzare l’impianto di riscaldamento di casa ma dovrete chiedere espressamente all’installatore di scegliere una caldaia idonea a lavorare a bassa potenza (ad es. 1,5 kw). Verificato ciò, seppur con qualche dispersione in più rispetto alla soluzione precedente, è possibile destinare alla propria vasca una risorsa indipendente dell’impianto di riscaldamento principale.

Un altro fattore che incide molto sulla bolletta energetica è l’illuminazione dell’acquario. E’ ovvio che se si vogliono coltivare piante esigenti sarà necessario garantire una certa quantità di luce : ciò determinerà una grande fluttuazione del consumo elettrico e quindi della relativa spesa. Per contenere a livelli accettabili il consumo elettrico dobbiamo ridimensionare drasticamente le vostre velleità botaniche :dovrete accontentarvi di poca luce e dedicarvi a piante,( se le si vogliono mettere), poco esigenti come epifite, muschi e poche altre piante che si adattano a pochi lumen di luce; ve ne sono diverse specie nei generi Echinodorus, Criptocoryne, Anubias, Microsorium, Bolbitis. Ultimamente si sta sviluppando molto velocemente la tecnologia Led che consente un grande risparmio di energia elettrica e una lunga durata della lampada . Al momento gli impianti di illuminazione a Led costano ancora moltissimo, ma se siete bravi nel “fai da te” potrete realizzare un impianto di illuminazione buono, che se non proprio economico nell’acquisto, garantisce un sicuro risparmio nei consumi correlati.

 

Un altro trucco per aumentare del 50% e più l’intensità luminosa che raggiunge le piante, senza aumentare necessariamente i consumi, consiste nell’ utilizzare dei riflettori da posizionare sopra le lampade.
Ancora più economiche rispetto a questi ultimi sono le pellicole autoadesive a specchio da applicare sul coperchio della vasca , queste ultime, rispetto ai riflettori, hanno il vantaggio di essere economiche, di facile installazione, di facile pulizia, di non essere d’intralcio in caso di manutenzione della vasca. Unico neo è la minore efficacia in termini di irradiazione luminosa : i riflettori progettati ad hoc hanno una parabola con una curvatura studiata per garantire la massima uniformità di irradiazione sulla superficie (e quindi sul fondo) dell’acquario, prerogativa che non può essere delle pellicole, le quali, essendo “piatte”, determinano una maggiore dispersione di luce lungo i lati dell’acquario stesso.

Vediamo ora il possibile allestimento di questo acquario: Nel pensare al layout di un acquario di queste dimensioni dobbiamo pensare a realizzare un ambiente che sia al contempo vivo, di facile gestione e ,possibilmente, economico nel mantenimento; ma che ovviamente appaghi pienamente il nostro senso estetico. L’ambientazione che si adatta a questo profilo è senz’altro quello amazzonico.

 

Allestiamo un ambiente amazzonico

L’ambiente naturale amazzonico, infatti, si presenta solitamente poco illuminato, con poche piante sommerse, ma ricca di legni e radici attorcigliate. L’acqua è fortemente ambrata , ma in questo ambiente i nostri beniamini si sentiranno tranquilli e sicuri : i gregari potranno vivere in un folto branco, i territoriali in piccole colonie; tutti comunque sviluppando la loro socialità e territorialità, tutti comunque vivendo il più possibile sereni perché vicini ai parametri naturali, cosa che i nostri ospiti evidenzieranno mettendo in mostra le loro livree migliori.
Per ricreare in acquario un ambiente amazzonico ci servono i seguenti elementi di arredo :
1) Sfondo
: se la vasca è appoggiata ad un muro è sufficiente un semplice cartoncino nero o blu scuro da apporre ovviamente esternamente sul lato posteriore; successivamente, se volete sbizzarrirvi, potrete appoggiare allo stesso vetro, stavolta internamente, delle radici, seguite poi da ciottoli e sassi per dare un tocco “naturale” alla nostra quinta; per chi ha meno predisposizione per il “fai da te”, ma più disponibilità economica, uno sfondo tridimensionale in poliuretano sarà la risposta più idonea. Rispetto alla prima soluzione, lo sfondo tridimensionale presenta due minus : 1) In presenza di tiranti è difficile, se non impossibile, da apporre, soprattutto se molto profondo; 2) In caso di modifica del layout (e quante volte capita negli anni di farlo …) potrebbe essere necessario scollare tutto lo sfondo con quel che ne consegue (svuotamento della vasca, eliminazione dell’arredamento, cattura dei pesci, prelievo delle piante …).

 

 


2 ) Sabbia: di granulometria fine o finissima, uno spessore massimo di 3-4 cm. Il colore può essere bianco o beige chiaro naturale. Potete utilizzare il alternativa del ghiaino ceramizzato , ma nella granulometria più sottile (1-2 mm) e di colore sempre chiaro .

 

3) Legni: radici di torbiera o legni Manila da appoggiare al fondo; adatte anche le radici Redmoor rootwood, radici attorcigliate che simulano i rami che si immergono in acqua, che possono essere utilizzate anche appese o attaccate ai vetri tramite ventose.

 

 

4) Rocce: rocce commerciali denominate ‘Pagoda’ che assomigliano nel colore al legno di torbiera si possono utilizzate nel fondo accostate ai legni e lasciate nel fondo in posizione “apparentemente casuale”, altrimenti potranno risultare assai utili e più discreti dei ciottoli lavici di diverse dimensioni. Si possono, infine, utilizzare con le dovute cautele dei macigni o grandi sassi, purché di materiale inerte.

 


 

5) Piante: poche, pochissime le piante che vivono sommerse in Amazzonia. Nel vostro acquario potrete utilizzare delle piante galleggianti che non necessitano di una grande illuminazione: Pistia stratiotes , Limnobium laevigatum, Lemna minor, . Potete utilizzare anche della Hydrocotyle leucocephala o del Ceratophyllum demersum galleggianti o attorcigliati alle radici. Sono   piante che per crescere sommerse, ancorate al fondo necessitano di una buona luminosità, mentre vicino alla superficie dell’acqua trovano comunque le condizioni ideali per svilupparsi molto bene. Oltre a queste piante, da citare Echinodorus Bleherae, di grandi dimensioni e che ben si adatta a vivere sommersa, non essendo troppo esigente. Le piante sopracitate servono all’acquario non solo per un aspetto estetico, ma sono molto utili per l’aiuto che danno nello smaltimento dei composti azotati (ammonio e nitrati) che si accumulano nell’acqua.

 

 

 foto:www.users.skynet.be

 

Quando si ha finalmente tutto il materiale pronto, arriva la parte più delicata e creativa : realizzare il layout della vasca .
Con le dimensioni in gioco non è una cosa facile. Bisogna fare in modo che la disposizione di legni e sassi sia armonica, lasciando il giusto spazio ai pesci per il nuoto, consentendo al contempo una corretta circolazione dell’acqua, che scongiuri la formazione di sacche ove lo sporco possa annidarsi in modo eccessivo e che abbia anche un buon effetto scenico : quasi mai ci si pensa, ma è importante anche la direzione della corrente e quindi la disposizione che le foglie di eventuali piante avranno verso la superficie acquea, visto che tutto l’arredamente, piante comprese, dovranno convergere verso una unica direzione, proprio per imitare il flusso della corrente tipica dei grandi fiumi, che tutto dispone verso un’unica direzione. Non è facile fare in modo che legni e rocce siano disposte, dando un senso di ordine “naturale e casuale”. Creare una composizione simmetrica di solito stanca subito l’occhio : ecco perchè può essere d’aiuto suddividere la vasca secondo la regola aurea (http://it.wikipedia.org/wiki/Rettangolo_aureo).

Non è necessario attenersi millimetricamente alle proporzioni che si ricavano, ma può essere un valido aiuto per ottenere un risultato che sia bilanciato dal punto di vita ottico ed estetico. Cercate di trovare un punto focale con una composizione di legni e rocce, dove l’occhio posi la sua attenzione. Una volta sistemato l’arredo dell’acquario, dovrete renderlo ‘naturale’ e idoneo alle esigenze vitali dei pesci e al loro benessere. Per dare un tocco di naturalezza all’acquario, dobbiamo aggiungere dei ‘tropicalizzanti’ naturali, che oltre ad ambrare l’acqua aggiungono degli utilissimi tannini, acidi umici e fulvici, che sono molto utili a tutto l’ambiente acquario e ai pesci. Si utilizzano per questo la torba bruna in granuli e le foglie di catappa. La torba la si può utilizzare mettendola nei serbatoi di acqua per i cambi, ma la si può utilizzare anche direttamente in vasca o nel filtro .Va sostituita dopo circa un mese perché esaurisce le sue proprietà. Le foglie di catappa invece si possono lasciare galleggiare in acquario fino a che non scenderanno da sole nel fondo. Verranno rosicchiate nei giorni seguenti dai pesci in acquario ma nel frattempo rilasceranno in acquario importantissimi acidi umici, dando oltretutto un tocco naturale in più che non guasta. Le foglie di catappa anche hanno una blanda azione antibatterica e si possono utilizzare come la torba, sistemandole nel filtro o nei serbatoi dell’acqua per i cambi. Preparato l’acquario, pensiamo ora a che ‘pesci pigliare’.. Ci sono molte combinazioni possibili e tutte ugualmente affascinanti .

Possiamo pensare ad un bel gruppo di Discus (10-15 esemplari): possono essere animali selvatici o di allevamento, magari scelti tra le livree più naturali, come i rossoturchesi, i blu o i rossi (come Alenquer o Sunmerah). A contorno dello scenario un numerosissimo branco di caracidi a scelta tra Cardinali (Paracheirodon Axelrodi), Petitellae georgiae, piuttosto che tutte le declinazioni possibili di Hemigrammus e Hyphessobrycon. Per la pulizia del fondo possiamo optare per un nutrito gruppetto di Corydoras o, dato lo spazio a disposizione, una bellissima razza d’acqua dolce (Potamotrygon). Per tenere lucidi i legni ci sono dei bellissimi Loricaridi, come gli Ancistrus, i Baryancistrus, i Panaque, le Peckoltia, gli Sturisoma, le Farlowella. Un’altra biocenosi ideale per una grande acquario è quella costituita dai Pterophyllum altum , oppure Pterophyllum scalare (15-20 esemplari), magari associato ad un gruppetto di ciclidi del sudamerica (5-6 esemplari) come Geophagus, Biotodoma, Satanoperca, Uaru, Mesonauta, Heros. Un acquario di queste dimensioni è senz’altro un ambiente adatto per gli Astronotus Ocellatus, ma anche per i Piranha (10-12esemplari) : tutti pesci che mostrano il loro splendore in vasche grandi. Volendo dedicare l’acquario ad una unica specie, scelta esteticamente molto valida, ci si potrà concentrare sugli Uaru Fernandezyepezi piuttosto che sulle specie più grandi di Crenicichla, che potranno tranquillamente essere associate a specie predatrici quali i Lepisosteus.

foto: www.kim-jakobsen.dk

 

 foto: http://www.piranhaforum.co.uk

 

 

 

Qualunque sarà la specie su cui ricadrà la vostra scelta, è di fondamentale importanza che i pesci più delicati (Ciclidi in primis) vengano inseriti dopo almeno 3-4 mesi dallo start-up dell’acquario … Gli acquari di grandi dimensioni hanno bisogno di molto tempo per trovare una stabilità chimica dell’acqua che consenta di non avere problemi con i pesci più delicati.
Un aspetto fondamentale per una gestione ‘soft’ di un grande acquario è quello di non sovrappopolare l’acquario. In 1000 litri possono convivere 2-3 branchi di diverse specie, ma rispettando comunque le loro esigenze di spazio diverse tra specie diverse. Mantenendo una popolazione ridotta, un grande acquario necessita di pochissima manutenzione. I cambi dell’acqua vanno regolati, infatti, in base all’inquinamento organico prodotto dai pesci. Purtroppo anche se ridotti, i cambi dell’acqua vanno fatti e sono un aspetto di fondamentale importanza per il benessere dei pesci e l’equilibrio dell’acquario. In acquari così grandi vanno ottimizzati quindi nei tempi e nei modi. E’ utilissimo in questi casi un sistema di cambio automatico dell’acqua. Non è di difficile realizzazione e vi solleverà della fatica di svuotare e immettere centinaia di litri d’acqua ogni volta. Se avete uno scarico dell’acqua nelle vicinanze dell’acquario, potrete costruire un impianto che vi consenta di cambiare un certa quantità di litri al giorno (se non avete la possibilità di stabulare l’acqua in un apposito contenitore ); se invece ne avete la possibilità, potrete preparare l’acqua con le caratteristiche ideali , lasciarla decantare per utilizzarla successivamente quando lo decidete voi.
Sono sicura che se ben progettato un acquario così potrà regalare grandi soddisfazioni. Se la vasca sarà ben gestita, il benessere degli ospiti dell’acquario sarà evidente e sarà una gioia stare a guardare per ore e ore il mondo sommerso che avete creato voi, fulcro di attenzione di tutta la vostra casa.

 

foto: www.aquascapingworld.com

 

Per le foto ringrazio inoltre: Luigi Fiordalisi, Edorardo Rocchi e.. il web!!!

Livia Giovannoli

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