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Tra il dire e il fare c’è di mezzo…l’Acquario

Posted by on Ott 19, 2017 in Acquari, I miei articoli, Portfolio | 0 comments

Tra il dire e il fare c’è di mezzo…l’Acquario

 « La pazienza: una importante conquista per l’acquariofilo. Una indispensabile dote nell’acquariofilia che ho finalmente acquisito nel tempo e che mi e’ costato tantissimo sottovalutare negli anni passati e’ la pazienza

Da quasi 15 anni mi diletto a creare ’mondi sommersi’ tra i 5 vetri dell’acquario e ho sempre dedicato a questo hobby una discreta progettualità, una particolare attenzione alla biocenosi del mondo acquatico che vado a creare e alla sua sostenibilità nel tempo.
Chi come me alleva i Discus da anni, sa benissimo che questo meraviglioso Ciclide non é difficile da allevare in acquario; é sicuramente un pesce molto esigente in termini di spazio, richiede innanzitutto la stabilità dell’ambiente in cui vive e una attenzione poco invadente che non provochi stress che lo porta immancabilmente ad ammalarsi.
Da anni inseguivo il sogno di una grande vasca da salotto dove un rigoglioso sfondo di piante dà risalto ad un bel branco di Discus in parata. Un sogno comune a tutti i discofili in verità e purtroppo di difficile concretizzazione e di difficile sostenibilità nel tempo. Di fatto un branco di Discus necessita di un acquario di almeno 300 litri ma se l’acquario di discus lo vogliamo anche ricco di piante di litri ne servono circa il doppio. E’ evidente quindi che la realizzazione di questo sogno non é alla portata di tutti, sia in termini di spazio che ahimè in termini economici. Un grande acquario arredato, completo di filtraggio, luci e un bel branco di Discus adulti di qualità viene a costare complessivamente diverse migliaia di euro. Ma e’ soprattutto la sostenibilità nel tempo il problema principale della gestione di questa tipologia di acquario.
Come anticipato prima i Discus devono vivere in gruppo , in un ambiente tranquillo, in un’acqua pulita e con valori chimici stabili. Ma il Discus e’ un Ciclide che, date le ragguardevoli dimensioni che raggiunge da adulto, sporca molto e la logica conseguenza e’ che un branco di Discus adulti in acquario produce molte sostanze di rifiuto. Il nocciolo del problema dell’allevamento dei Discus in un acquario arredato e’ quello di garantire una buona qualità di acqua per pesci e piante, mantenendo ,senza interventi troppo invasivi da parte dell’acquariofilo ,un ambiente stabile ed equilibrato; un mondo acquatico quasi autonomo.
Dopo anni e anni passati alla ricerca di realizzare un acquario che rispondesse in pieno a queste esigenze, ho pianificato e realizzato nel corso dell’anno 2013 il progetto ’Piwovasca’…un grande acquario da salotto dedicato ad un branco di 15 Discus Rosso Turchesi dell’allevatore tedesco Alexander Piwowarski.

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Lo spazio in casa é stato fortunatamente l’aspetto meno problematico che ho dovuto affrontare :nel salotto di casa mia un acquario artigianale 180x60x60 (600 lt circa)e un 120x50x55 ( 300lt) erano vuoti in attesa di prendere nuovamente vita dopo la mia ultima esperienza con i Discus finita, ahimè, male.
Nella mia testa era già presente l’immagine dell’acquario che volevo realizzare, ma mantenere dei costi a me accessibili ha comportato delle scelte ben precise che, se da una parte ha richiesto lunghi mesi per vederne il risultato, ha di fatto arricchito moltissimo la mia esperienza di allevamento dei Discus.
Un gruppo di una quindicina di Discus Rosso Turchesi di qualità, che io sognavo, dell’allevatore tedesco Alexander Piwowarski, ha dei costi decisamente elevati, a meno che non si decida di prenderli di taglia piccola e ci si sobbarchi l’onere di accrescerli. Decisi cosi di intraprendere questa strada, principalmente per motivi economici ma anche per altri aspetti: non erano disponibili esemplari di taglia sub adulta e il mio acquario grande era ancora vuoto, ci sarebbero voluti mesi perché fosse pronto ad accogliere i Discus…tanto valeva, visto il mio incontenibile entusiasmo per iniziare immediatamente questa nuova avventura, di dedicarsi all’accrescimento dei piccoli discus nella 300 lt e parallelamente allestire ‘ad hoc’ la 600 lt,la loro futura casa, secondo le loro esigenze.
Il primo passo compiuto e’ stato quello di attivare il giorno di Capodanno 2013 l’acquario di accrescimento : una vasca artigianale di 300 lt provvista di due filtri esterni Askoll Pratiko 300 e 400. Mi preoccupai di partire con materiali tutti nuovi e disinfettati, visto che non volevo che nessun agente patogeno , batterio, virus o parassita fosse presente in acquario quando avrei ospitato per la prima volta nei miei acquario dei discus ’free parassites’.
Per capire a quali problemi sarei potuta incorrere nell’accrescere e allevare in acquario arredato dei Discus ’free parassites’ sono state utilissime le lunghe chiacchierate avute con Carmelo Arico’ che si é prodigato in consigli e mi ha indicato la strada da seguire nei lunghi mesi a venire. Avevo concluso la mia precedente esperienza con i Discus con agenti patogeni sconosciuti, volevo effettuare uno start up senza strascichi della passata esperienza, quindi mi procurai retini nuovi, e disinfettai in amuchina tutti i miei accessori, strumenti e attrezzi vari. Riempii la 300 lt di acqua di rete prefiltrata su carbone e accesi i filtri: per innescare il ciclo dell’azoto versai nell’acqua dell’ammoniaca e delle colture di batteri.
Il passo successivo fu quello di contattare l’allevatore Alexander Piwowarski. Non avevo mai avuto contatti con lui, ma come ogni discofilo ammiravo le sue selezioni di Rosso Turchesi, soprattutto quelle di qualche anno fa. Nel nostro amichevole scambio di mail gli illustrai il mio progetto e lui acconsentì di spedirmi in Italia un box di piccolissimi discus (30) da dividere con un amico che condivideva con me il medesimo progetto. Mi diede inoltre preziosi consigli su come proseguire l’accrescimento dei piccoli Discus che sarebbero stati affidati alle mie cure alla tenera età di circa 3 mesi e un diametro di 5-6 cm. Qualche giorno prima dell’arrivo dei pesci i valori dell’acqua erano di circa 100 microsiemens e un pH di 6,5 (i valori di allevamento di Piwowarski) e il ciclo dell’azoto si era completato . Avevo pronto in congelatore un pastone per Discus consigliato dall’allevatore, visto che fino ad allora venivano nutriti solo con quello. Ho ritenuto importante per i primi giorni cercare di mantenermi nei valori chimici dell’acqua e nell’alimentazione quanto più’ vicini a quello a cui erano abituati e solo successivamente adattare l’accrescimento a modo mio. L’arrivo dei miei piccoli ’piwelli’ é stato a dir poco rocambolesco: con l’allevatore si era concordato per una veloce spedizione aerea che avrebbe comportato una permanenza per i discus nel box di poche ore, ma una improvvisa burrasca di neve ha tenuto il box fermo in aeroporto due giorni, senza che potessimo contattare l’allevatore e quando finalmente ho recuperato il box arrivato a Venezia in mezzo ad un pallet di aringhe surgelate mi ero rassegnata a non trovarli vivi. Invece con immensa gioia erano tutti vivi e vispi e l’acqua dei loro sacchetti era appena sotto i 20 gradi. La preparazione per il viaggio, scaldino, ossigeno era stata fatta a regola d’arte e questo é stato determinante per la loro sopravvivenza. Ho fatto un lento ambientamento ai miei 15 piccoli Rosso Turchesi e li ho lasciati tranquilli nella loro 300 lt di accrescimento. Il giorno dopo, visto che non mangiavano da 3-4 gg ho offerto loro un po’ di pastone (SV2000-Junger) e all’inizio con timidezza, poi con spavalderia si sono buttati a capofitto sul cibo.

L'ARRIVO SECON MESE SEC MESEUN MESE

Ero perfettamente consapevole che accrescere 15 discus in una 300 lt casalinga fosse molto diverso dall’accrescimento di un allevamento professionale. Ero altresì consapevole che i miei due filtri esterni non avrebbero ammortizzato fin da subito l’improvviso carico organico di 15 discus che accettavano solo il pastone, alimento molto inquinante, come cibo. Monitoravo costantemente i valori di ammoniaca e nitrito in vasca e dopo qualche giorno, come era prevedibile, iniziò un preoccupante innalzamento di questi valori. La mia preoccupazione più’ grande era dovuta al fatto che io durante la settimana stavo fuori casa 10-12 ore al giorno. I miei familiari mi sostituivano volentieri per dare da mangiare ai dischetti più’ volte al giorno, ma nessuno di loro poteva cogliere i segnali di pericolo se la situazione fosse precipitata. Telefonavo a casa ogni 2-3 ore per farmi descrivere dai miei famigliari l’aspetto dei pesci per capire se stavano male. Mi attrezzai per potere agevolmente cambiare fino al 100% dell’acqua al giorno, riempendo la mia 600 lt di acqua pronta e calda per i cambi. Nella vasca di accrescimento inserii ben 4 aeratori per aiutare lo scambio gassoso in acqua. Sapevo che non effettuando alcun cambio d’acqua avrei accelerato la maturazione dei filtri ma sapevo anche che un picco di ammoniaca e/o nitriti avrebbe potuto uccidere i pesci..così con mia grande fatica quando dovevo assentarmi da casa per più di 6-8 ore, facevo un cambio d’acqua quasi totale, per la mia tranquillità ma non perché vedevo i pesci stare male. In effetti un aspetto che mi ha lasciata sbalordita é che nel primo mese di accrescimento ho avuto valori di ammoniaca e nitriti in vasca veramente allarmanti, ma i discus non mostravano il benché minimo disagio e scorrazzavano per l’acquario allegramente rimpinzandosi di pastone. Mano a mano che i valori allarmanti rientravano, seppur con una estenuante lentezza, io diminuivo la quantità di acqua cambiata e cominciai solo a monitorare l’inquinamento finale per regolarmi nella gestione ordinaria dei pesci. Dopo un mese dal loro arrivo i filtri si erano adeguati al nuovo carico organico, i piccoli stavano benissimo e crescevano a vista d’occhio. Dopo questo primo periodo piuttosto faticoso iniziai e personalizzare il mio metodo di allevamento. Innanzitutto cominciai a mescolare nel pastone del granulato e un po’ alla volta iniziai ad abituare i Discus a questo alimento. Nelle settimane seguenti cominciai a sostituire sempre più’ dosi di pastone con il solo granulato e nel giro di un paio di mesi il pastone lo eliminai quasi del tutto. Nello stesso periodo iniziai anche ad indurire l’acqua, aumentando ad ogni cambio la conducibilità e portandola in un paio di mesi sui 350-400 microsiemens. Mi preoccupavo di mantenere una bassa carica batterica aspirando quasi ogni sera i residui di cibo, ma lentamente ho diminuito i cambi d’acqua e la seconda parte dell’accrescimento dei pesci é stata molto più leggera perché ho potuto ridurre il numero di pasti a 3-4 dosi di granulato e un solo cambio settimanale del 30% dell’acqua. Cosí facendo i valori dei nitrati rimanevano entro valori accettabili (50/60mg/lt) Dedicavo ogni sera un po’ del mio tempo ad osservare la crescita dei miei piccoli. La crescita proseguiva senza alcun problema, ma naturalmente seppur abbastanza omogenea, non era uguale per tutti i pesci. Questo aspetto nella globalità del mio progetto non aveva una grande importanza e continuando a prendermi cura dei miei piccoli iniziai a pensare a realizzare la loro futura casa.

Se volete qui c’è raccontato nel dettaglio l’accrescimento dei miei ‘Piwelli’ 

TERZO MESE (2)QUARTO MESE (4)
QUARTO MESE (2) QUARTO MESE (1)

Progettare e allestire un nuovo acquario é per me l’aspetto più entusiasmante del mio hobby.
Gli acquari che ho avuto in passato han vissuto decine di layout diversi e altrettanti sono rinchiusi in un blocco note dove progetto su carta diversi mondo acquatici da realizzare per me o per altri.
Nulla di questo hobby mi piace come avere davanti a me una vasca vuota ed avere il compito di darle vita. Il mio concetto di ’dare vita ad un acquario’ non é solo avere il gusto estetico di realizzare un acquario che sia bello da vedere o, quando mi viene commissionato, che sia come il committente lo desidera, ma creare un «mondo acquatico sommerso» dove tutte le forme di vita che vi abitano, sia vegetali che animali sono scelte in base ad una reale compatibilità ambientale, alimentare e comportamentale. Solo così é possibile realizzare un acquario che oltre ad essere esteticamente bello sia sostenibile nel tempo senza grossi problemi.
Ecco perché realizzare un acquario del genere richiede un po’ di tempo per studiare la biocenosi dell’ambiente che vogliamo creare, selezionare le diverse specie vegetali e animali e confrontarne le reali compatibilità ed esigenze. Di conseguenza sceglieremo gli arredi, i materiali per il fondo, le luci e gli accorgimenti tecnici che ci aiuteranno a realizzare questo progetto.
La progettazione del mio acquario e’ stata inoltre condizionata dall’esigenza di realizzare un ’acquario , seppur di grandi dimensioni, di contenuto consumo energetico. Quindi riscaldamento e illuminazione dell’acquario hanno richiesto grandi attenzioni da parte mia. Per il riscaldamento dell’acquario mi sono affidata a due termo riscaldatori da 300 watt. Il mio appartamento é molto ben coibentato e durante l’anno ho un’escursione termica in casa che si attesta tra i 20 e i 29 gradi. Per i più freddi mesi invernali ho deciso di sfruttare l’aiuto del termosifone che e’ in fianco ad un lato dell’acquario, addossandogli la sump di filtraggio di circa 120 lt. Il termosifone quando acceso dà un valido aiuto riscaldando l’acqua del sistema di filtraggio che circola in vasca e ho potuto notare nessuna accensione dei termo riscaldatori elettrici quando ho il termosifone acceso. La temperatura dell’acqua oscilla tra i 27 e i 28 gradi


L’utilizzo della sump inoltre, anche se di dimensioni ingombranti mi permette una grande superficie di filtrazione, un’ottima ossigenazione della vasca, facilità di manutenzione e una infinita possibilità di inserimento di diversi substrati biologici all’occorrenza (cannolicchi, spugne, lana, torba, carbone e resine varie). Di contro ho riscontrato una elevata evaporazione dell’acqua, dovuta anche al contatto con il termosifone,e la copertura dell’acquario di sole lastre di vetro che richiede continui rabbocchi di acqua osmotica-
Come ho accennato poc’anzi il sistema di filtraggio e’ affidato ad una grossa sump di circa 120 litri. Dimensioni, divisori, portata e velocità della pompa sono stati progettati ’ad hoc’ dagli amici di MondoDiscus, con i quali ho condiviso passo per passo la realizzazione del progetto ’Piwovasca’. All’interno della sump vi e’ una potente pompa Sicce 2,5 che spinge l’acqua in vasca e il ritorno in vasca avviene tramite un overflow Grotech installato sul bordo di un lato della vasca.(foto) La filtrazione biologica dell’acquario avviene grazie al passaggio dell’acqua attraverso una grande quantità di cannolicchi sinterizzati (Siporax Sera), spugne e lana di perlon .

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Solo successivamente , una volta popolata la vasca,ho inserito delle resine Seachem (Purigen e Matrix) per aiutarmi a contenere l’accumulo di sostanze inquinanti. Per contenere la dispersione termica i vetri esterni della sump sono rivestiti di fogli di polistirolo e ho chiuso la sump con un sottile foglio di PVC.
L’illuminazione di un grande acquario é sempre problematico se ,come me ,si vuole avere un acquario di grandi dimensioni (un’altezza di 60 cm non é facilmente illuminabile) ,se si vogliono coltivare con successo delle piante e non si vuole dissanguarsi per pagare il gestore di energia elettrica. 
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Così sono arrivata ad un compromesso accettabile installando 4 tubi neon led da 25 watt da 6500 K della Zethlight .
Il risultato da un punto di vista di crescita delle piante é sufficientemente buono mentre ero sono molto soddisfatta della resa cromatica delle luci, per me troppo fredde.
Così ho sostituito uno dei 4 neon con un semplice neon grolux che aggiunge un po’ di rosso. Ma la tecnologia led evolve continuamente e solo dopo un anno sono riuscita a trovare un risultato soddisfacente con un paio di plafoniere affiancate della Maxspect mod. Glaive .
Una volta messo a punto tutta la tecnica della vasca ho potuto finalmente dedicarmi all’allestimento dell’acquario. La scelta di ogni singolo elemento che compone l’allestimento e’ legato ad una esigenza di un altro elemento. Così che ho scelto le piante in base alla quantità di luce e temperatura dell’acqua, ho scelto il fondo in base all’esigenza delle piante e dei pesci, gli arredi (rocce e legni) per amalgamare questi elementi, non perdendo mai di vista le esigenze dei futuri abitanti dell’acquario.

Leggi qui l’allestimento della vasca passo per passo:

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Così la scelta delle piante é ricaduta su diverse varietà di Echinodorus: Echinodorus bleheri, Echinodorus uruguayensis, Echinodorus major,Echinodorus ozelot, Echinodorus quadricostatus.
La scelta di queste specie é dovuta alla grande adattabilità di queste piante in termini di luce, temperatura e durezza. Con una temperatura mediamente alta, una luce appena sufficiente, nessun apporto di CO2 le Echinodorus sp.crescono bene, seppur un po’ più’ lentamente ma come ho citato all’inizio, con la mia ultima conquista, avrei aspettato pazientemente di vederle crescere. La scelta del fondo é stata soppesata a lungo perché, se da una parte il fondo ideale per i discus é la sabbia fine, questa non é un substrato ideale per una buona crescita delle piante: é poco drenante e tende a soffocare le radici; per tenere le piante ancorate al fondo ne serve una quantità tale da provocare zone anossiche del fondo e inoltre non contiene nutrimenti per le piante, in particolare per il genere Echinodorus che assimila i nutrienti principalmente dalle radici. Ho optato quindi per l’utilizzo di diversi substrati in diverse zone dell’acquario. Dopo aver delimitato idealmente le zone con le piante e le zone libere con i legni e le rocce (hardscape) ho steso nella zona di piantumazione uno strato di terriccio fertilizzante Tropica Plant Growth mescolato al lapillo vulcanico. Ho poi ricoperto tutto con un mix di ghiaini bianco e naturale di granulometria 1-3 mm.  Nella zona centrale dell’acquario e frontale ho fatto degradare il ghiaino con la sabbia naturale, con un effetto a mio avviso molto naturale.
Ho lasciato tutto cosi per un paio di settimane fino a che sono arrivate le piante. Purtroppo non tutte le specie ordinate erano disponibile, quindi ho inserito alcune specie diverse di  che successivamente ho tolto e sostituito con le specie che avevo previsto ( tutte specie con foglia lunga e non ovale). Prima di mettere a dimora le piante nel substrato della vasca le ho preparate accorciandone le radici e soprattutto le ho immerse per qualche ora in una soluzione di acqua e amuchina per una blanda disinfezione. Finito di piantumare l’acquario, l’ho riempito di acqua di rubinetto (circa 450 us) , dosato dei batteri nitrificanti in polvere e ho poi ’acceso il motore della vasca’:un momento sempre emozionante. Nei due mesi successivi ho semplicemente osservato l’acquario che prendeva vita: il formarsi di muffe sui legni,della patina marrone sulla sabbia, la comparsa di qualche alga filamentosa. Nel frattempo ho preparato i coinquilini dei discus ad entrare nella vasca ’no parassites’: Corydoras sterbai e Sturisoma panamensis li ho trattati blandamente con un antiparassitario e poi li ho inseriti in acquario. Per contrastare la normale formazione delle alghe filamentose ho inserito in acquario un bel po’ di Caridina sp., ma dopo qualche giorno erano scomparse…erano finite dentro la sump e lì hanno colonizzato tutte le spugne e i cannolicchi moltiplicandosi a dismisura.
Le piante dopo un periodo piuttosto lungo di stasi vegetativa nella quale non registravo alcuna crescita (un paio di mesi) hanno cominciato lentamente a riprendersi. Solo allora al substrato fertilizzato ho aggiunto il fertilizzante liquido della Tropica .
Nel frattempo nella vasca di accrescimento i miei pescioloni hanno continuato a crescere, mangiare e crescere, senza grandi affanni da parte mia. Ormai a 6 mesi dal loro arrivo avevano raggiunto una buona taglia, chi più chi meno erano intorno ai 12-15 cm. Dovevo cominciare a pensare a trasferirli nella loro casa definitiva. Iniziai il processo di miscelazione , per rendere l’acqua tra i due acquari quanto più simile possibile. Ogni 3-4 gg toglievo un po’ di acqua dalla vasca grande e aggiungevo quella della vasca di accrescimento . Dopo qualche settimana ancora, ormai in piena estate, poco prima di partire per le ferie, quando ormai i due acquari avevano valori pressoché identici (350 microsiemens- KH 4 pH 7-7,2) e avevo sistemato in maniera definitiva le piante mi decisi a trasferire i 15 Discus nella loro casa definitiva.
Il momento in cui dopo tanti mesi di lavoro ho potuto godermi il mio bellissimo branco di Discus in una vasca piena di verde é stato molto appagante ed emozionante malgrado sapessi che solo in quel momento iniziava la vera sfida: farli vivere bene e a lungo in un acquario completamente diverso dall’ambiente in cui erano cresciuti.
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Per le prime due settimane ho lasciato i Discus ad ambientarsi ed io e la mia famiglia siamo partiti per qualche giorno di vacanza. I Discus mangiavano ogni 2-3 giorni quando passavo a controllare e monitoravo i valori di ammoniaca e nitrito per paura che la sump non fosse pronta al carico organico improvviso. Invece in questo caso tutto é filato liscio e dopo 10 giorni i miei Discus mangiavano granulato e spirulina per 2-3 pasti al giorno. Per tutto il primo mese non ho effettuato alcun parziale cambio d’acqua, ma solo continui rabbocchi nella sump di acqua osmotica perchè volevo lasciare i Discus più tranquilli possibile. La mia idea iniziale era quella di fare dei cambi parziali d’acqua solo quando i valori di NO3 e PO4 avessero in qualche modo alterato l’equilibrio dell’acquario e quindi monitoravo costantemente questi valori che pero’, dato il gran numero di piante, in particolar modo tantissime radici di Photos in ammollo, aumentava molto lentamente. Osservavo attentamente i Discus in cerca di segnali di disagio, osservavo la crescita delle piante sempre più’ rigogliosa grazie ai composti azotati in abbondanza, aspettandomi da un momento all’altro un’esplosione algale,osservavo dentro la sump il continuo moltiplicarsi delle Caridina e cominciai a pensare che forse un cambio d’acqua non sarebbe servito ad altro che a creare disturbo.
Confrontandomi con amici discofili che gestiscono il loro acquario senza prevedere cambi d’acqua, iniziai a pensare seriamente di prendere in considerazione questa NON gestione della vasca. Osservando l’andamento dell’acquario mi rendevo conto che più i giorni passavano, più’ l’acquario prendeva vita e gli abitanti vivevano la loro vita. Una coppia di Discus aveva iniziato a deporre, i miei Coridoras sterbai si erano riprodotti, gli Sturisoma panamensis avevano lustrato tutti i legni dalle alghe, la sump pullulava di Caridina, le piante crescevano rigogliose e non avevo alcuna prolificazione algale. Controllavo la conducibilità che saliva molto lentamente così come NO3 e PO4 e mi decisi a provare questa strada. Volevo cercare di ottimizzare questo acquario che stava da solo trovando un equilibrio. Decisi di cercare di contenere il formarsi di NO3 e PO4 dosando con parsimonia il cibo ai discus. Solo granulati di buona qualità e spirulina e bandendo per sempre cibi inquinanti come ad esempio il pastone. Su invito del mio negoziante ho provato ad inserire due prodotti per contenere l’accumulo di sostanze azotate: Seachem Purigen e Matrix.
É passato quasi un anno e ho continuato metodicamente con questo metodo. Mentre scrivo questo articolo l’acquario compie un anno da che é partita e 9 mesi da che ci abitano i 15 Discus.
Non ho mai effettuato alcun cambio parziale d’acqua ma solo rabbocchi di circa 30 litri la settimana di acqua osmotica. Quando vedo i Discus un po’ barrati sostituisco la lana di perlon e sostituisco le resine Seachem. L’ultimo controllo valori ad inizio anno mi indicava un pH neutro, un KH di 4 , una conducibilità di 580 microsiemens , NO3 50-60 e PO4 circa 1 mg/l. Ho aspirato solo una volta il fondo e rimosso un po’ di foglie morte; anche i vetri li pulisco di rado. Fertilizzo una volta al mese con Tropica premium (principalmente ferro e potassio), ogni tanto reintegro un po’ di minerali– oligo elementi con Kent Discus Essential…ma soprattutto mi godo il mio acquario.
Ogni qualvolta viene qualcuno a vedere il mio acquario questi sospira ipotizzando un impegno enorme la gestione di tale vasca, fino a quando racconto come viene gestito e leggo perplessità negli occhi di chi mi ascolta.
Sono dell’opinione che una gestione così poco laboriosa sia poco attuabile da chi é alle prime armi con l’acquario e i Discus in particolare. É molto più gratificante per un acquariofilo alle prime armi sobbarcarsi di cambi d’acqua e misurazioni che mettersi le mani in tasca e godersi il proprio mondo acquatico.
In questo periodo della mia vita ho poco, pochissimo tempo da dedicare ai miei acquari, ma di questo ,sono sicura i miei Discus ringraziano perché grazie a questo essi nuotano tutti e 15 senza nessuno che li disturbi.


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Aquascaping: il nuovo sentiero verde nell’acquariofilia

Posted by on Nov 10, 2012 in I miei articoli, Portfolio | 2 comments

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In tutto il mondo, negli ultimi quindici anni, sono nati decine di concorsi legati al mondo dell’acquariofilia dolce.
Il palcoscenico mondiale dei concorsi, oggi propone quelli dei Betta e Guppy Show, prestigiosi ed articolati Discus championship ai quali si sono aggiunti, in questi ultimi anni, i Caridina Championship.
Aziende, allevatori e appassionati di tutto il mondo si mettono in gioco durante questi concorsi mostrando, tramite i loro esemplari migliori, il frutto del loro lavoro e competenza o, semplicemente, vivendo i contests come un momento di pura condivisione e divertimento.

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Muschi e Caridine: “questo matrimonio s’ha da fare”

Posted by on Ago 23, 2012 in I miei articoli, Portfolio | 0 comments

Muschi e Caridine: “questo matrimonio s’ha da fare”

In occasione della manifestazione NapoliAquatica 2011, ho organizzato un matrimonio simbolico tra  le ‘guest stars’ della moderna acquariofilia: le caridine e i muschi.
Ho voluto altresì unire per questo evento i due maggiori portali italiani tematici: Caridine.it e Aquagarden, che mi hanno aiutato a realizzare questo importante momento di aggregazione e cultura durante la fiera.
Oltre a ringraziare loro per la squisita disponibilità, ringrazio il mio amico Rosario Curcio per la realizzazione dell’elegantissimo slide  che ha accompagnato la mia conferenza.

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Un sogno grande 1000 litri: facciamolo avverare!!

Posted by on Ago 11, 2012 in I miei articoli, Portfolio | 0 comments

Un sogno grande 1000 litri: facciamolo avverare!!

 In questo ultimo decennio l’acquariologia ha fatto passi da gigante nello sviluppo tecnologico. In commercio si possono trovare bellissimi acquari dotati di ogni dispositivo di filtrazione, illuminazione e manutenzione, veri e propri sistemi ingegnerizzati che gestiscono e controllano l’andamento della vasca. Aziende che producono acquari di grandi dimensioni sono però sempre di meno e, proprio perchè superaccessoriati, questi ultimi vengono offerti a prezzi esorbitanti (anche svariate migliaia di euro). Così che il sogno di molti acquariofili, un acquario da 1000 litri , rimane tale nella maggior parte dei casi.

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L’acquario biocenotico: l’acquariofilia consapevole

Posted by on Ago 11, 2012 in I miei articoli | 0 comments

L’acquario biocenotico: l’acquariofilia consapevole

Il 9 Giugno 2012 sono stata invitata dalla ditta Giumar di Napoli  per parlare ad un pubblico di professionisti del settore dell’acquario ‘ biocenotico’.Da appassionata  osservatrice dell’ambiente acquariofilo da anni, mi sono permessa di dare dei suggerimenti al pubblico in sala su come coinvolgere i propri clienti in questo bellissimo hobbye che è l’acquariofilia, proponendo una strategia, a mio avviso avvincente per far si che il cliente non rimanga tale ma diventi un vero appassionato acquariofilo.
Un sentito grazie alla ditta Giumar per la fiducia che mi ha accordato e un abbraccio forte al mio amico Christian Pedone che ha realizzato  lo slide per questa conferenza.

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Come realizzare un muro di muschi ed epifite

Posted by on Ott 18, 2010 in I miei articoli, Nano Acquari | 0 comments

Come realizzare un muro di muschi ed epifite

Da quando ho iniziato a cimentarmi con muschi e caridine ho avuto sempre il pallino di provare a realizzare un muro di muschi o epifite..ecco i miei esperimenti passo per passo…

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